Solidarietà al popolo sudanese! Fermiamo la guerra in Sudan!

Credit: Petition: ‘Urgent Call to the European Union, European civil society and policy-makers’

Condanniamo fermamente il proseguimento del conflitto in Sudan, iniziato il 15 aprile 2023, e chiediamo ai leader dell’esercito e delle Forze di Supporto Rapido (RSF) di avviare un dialogo costruttivo e pacifico, mirato a raggiungere un governo civile.

Mentre la guerra in Sudan continua, molte persone hanno lasciato le loro case per altre città, regioni e paesi. La situazione provocherà un aumento del numero di persone in mare in fuga dai conflitti in Sudan e di molte altre in fuga da altri paesi, dalla persecuzione, dall’oppressione e dal servizio militare obbligatorio.

Chiediamo all’Unione Europea di sostenere chi fugge da questi conflitti, di consentire la libertà di movimento e di fornire assistenza a coloro che, per raggiungere un luogo più sicuro, si ritrovano in pericolo in mezzo al mare.

Con il suo contributo alla militarizzazione del Sudan, l’UE è complice di questo conflitto mortale e devastante. Il Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa (EUTF) ha stanziato centinaia di milioni di euro per il Processo di Khartoum, un progetto di esternalizzazione e securitizzazione delle frontiere che mira a far svolgere ai paesi africani il “lavoro sporco”, quello della brutalità alle frontiere. Questi soldi sono stati in gran parte destinati al controllo delle frontiere, un compito assegnato alle RSF dal governo del Sudan, ora una delle parti in guerra [1].

Chiediamo all’Europa e al Regno Unito di mettere fine alla criminalizzazione delle persone richiedenti asilo che arrivano sulle sue coste e di abolire le leggi che aiutano a deportarle o a riportarle nei paesi da cui sono fuggite.

Insieme ai membri della diaspora sudanese in Europa che hanno sottoscritto la petizione qui di seguito:

“Chiediamo all’UE, ai legislatori europei e alla società civile europea, compresa la Croce Rossa, di mettere fine a tutte le forme di sostegno alla guerra in Sudan e di impegnarsi concretamente per porre immediatamente fine al conflitto. Chiediamo l’applicazione integrale delle disposizioni della Convenzione di Ginevra, compresa la immediata creazione di corridoi umanitari e di rotte sicure all’interno e fuori dalle zone di combattimento”.

Leggi la petizione completa: “Appello urgente all’Unione europea, alla società civile europea e ai responsabili politici”

 Firmato da: 
– Birlikte Yaşamak İstiyoruz İnisiyatifi (We Want to Live Together Initiative)
– Border Violence Monitoring Network
– Brighton Migrant Solidarity
– Captain Support Network
– Feminist Autonomous Centre for Research
– Global Women Against Deportations
– HDK (Peoples’ Democratic Congress) Migration and Refugees Assembly
– HDP (Peoples’ Democratic Party) Migrants and Refugees Commission
– Iuventa Crew
– Legal Centre Lesvos
– Louise Michel
– Maldusa
– Mediterranea Saving Humans
– Migration and Refugees Assembly
– Migrant Solidarity Network (Switzerland)
– Ragazzi Baye Fall – Palermo 
– Refugee Legal Support
– Refugees in Libya
– Sea Watch 
– Sussex Refugee and Migrant Self Support Group
– Swiss Democratic Lawyers
– Watch the Med – Alarm Phone 

Alarmphone on X

🆘️~34 people on their way to #Crete, drifting, in severe distress!
The group told us that their engine has stopped working. They are at sea for ~ 4 days & have no food or water left. They need urgent assistance - we informed the relevant authorities & urge them send rescue now!

🆘 from ~30 people close to #Kalymnos, #Greece! We alerted @HcoastGuard to a boat in distress during the night - acc. to our information a @HcoastGuard vessel was towing the boat. On the phone #Greek authorities refuse to share any information. We are worried. Where are they?

🆘 3 people at the police station in #NeaVyssa, #Greece. We were informed about 3 people in the #Evros region. They entered the police station and then could not be reached anymore. @hellenicpolice: where are they? Their relatives are worried! #NoPushback!